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Ricordi di colleghi
Kolë Jakova, Besa Imami, Ndrek Luca, Margarita Xhepa, Tish Daija, Pirro Mani,   Drita Pelingu, Agim Zajmi, Gjon Karma,
Ilia Shyti, Tinka Kurti, Klara Kodra, Pjerin Logoreci
 
Pensiero estetico, teatrale e profesionista
Mexhit Preçi, Gjovalin Shkurtaj, Vangjush Furxhi, Loni Papa, Yllka Mujo
Sull’arte dell’interpretazione
Maria Logoreci

 

                                                                                   
                                                                                Tish Daia
                                                                                compositore

                                                                                                                                                                      settembre 1998



                                                                                Maria cantante




                  Maria aveva cantato sin da piccola, ma divenne famosa in tutta l’Albania dopo la guerra. Lei cantava in importanti attività che si organizzavano insieme con i rinomati Gjyzepina Kosturi, Maria Kraja, Kristaq Antoniu, Jorgjia Truja, Hysen Pelingu ecc., acompagnati da Lola Gjoka e Mario Ettore. La sua partecipazione alla RadioTirana la fece divenire amata e conosciuta dal grande pubblico. Cantava quasi ogni giorno 5-6 canzoni dal suo repertorio di più di 100 canzoni. In novembre 1946 con il Coro Generale Statale fece una tournèe in Jugoslavia e Bulgaria dove cantò come solista a fianco di Kristaq Antoniu. Il suo successo nei diversi concerti era grande. Se ne sentì l’eco tra gli artisti e la stampa dell’epoca fece commenti favorevoli.


I episodio

Erano i primi anni del dopoguerra. Maria era venuta a Scutari presso la sua famiglia per alcuni giorni di riposo. Conversando con i suoi parenti prossimi aveva sentito che la casa vicina era dei Daia. A Maria che aveva nel suo repertorio la mia canzone "Ragazza, oh ragazza" che le piaceva e cantava spesso nei programmi di RadioTirana nacque il desiderio di conoscerne l’autore. Così venne in visita nella nostra casa.

In quel tempo capitò che non mi trovassi in casa. Dalla cordiale accoglienza, Maria si era sentita come una vecchia amica di questa famiglia e aveva spiegato tutta la forza dei suoi pensieri, della cultura com’anche dell’ottimismo e humour caratteristico. Lei aveva cominciato a parlare con passione di questa canzone e lodò il talento di mio padre pensando che lui fosse l’autore di quelle canzoni. La mia gente che riempiva la stanza cominciò a ridere, anzi a lanciare delle battute di spirito e a scherzare. Maria che non arrivava a capire quest’ atmosfera, rimase male. Allora intervenne mio padre il quale disse che non era lui l’autore, ma suo figlio. Mi mandarono a chiamare nel vicolo dove io stavo giocando al pallone con i miei compagni. Quando entrai nella stanza, sudaticcio e sporco dalla polvere della strada, al posto d’onore stava Maria. Mi sembrò di aver davanti a me un’artista di Hollywood. Vestita d’un abito nero, secondo me, molto moderno, che noi avevamo avuto occasione di vedere solamente nei film, lei mi sembrò come un personaggio uscito dalle pellicole cinematografiche.

Quand’io mi sedetti al piano, lei cominciò a cantare "Ragazza, oh ragazza" mi sembrò cento volte più bella. Mostrai a Maria anche altre canzoni come: "Fermati ragazza", "Con bei fiori", "La canone dei paraninfi" e altre, con parte delle quali lei più tardi arricchì il suo repertorio.

In quei giorni insieme con Çesk Zadeja organizzammo alla Radio Shkodra un concerto di canzoni di Scutari a cui partecipò anche Maria che ebbe un grande successo e eco a Scutari.


II Episodio

La nostra casa era un grande edificio a due piani. Sopra abitava la famiglia e sotto mio padre e mio zio avevano l’officina dove si lavoravano diversi oggetti in legno (i soffitti artistici scolpiti in legno della Grande Chiesa e di quella dei francescani come anche della moschea di Fushe e Çeles sono stati lavorati e scolpiti in quest’officina). Dietro c’era un bel giardino pieno di ortaggi e un grande cortile davanti cosparso d’erba e di fiori, pieno di alberi fruttiferi di tutte le specie. Il noto compositore di Scutari Karlo Pali, autore di molte canzoni di successo dalla gioventù, aveva imparato il mestiere del falegname e lavorava nella nostra officina. In generale molti degli artisti più noti della musica popolare di Scutari in quel tempo erano falegnami come Kolë Lufi, Kolec Vjerdha ecc. Questi artisti popolari si riunivano di sabato sera nel nostro cortile intorno ai tavoli con raki (grappa) e antipasto e questi festeggiamenti popolari continuavano fino all’alba.

Nei giorni quando Maria era a Scutari accade che i musicanti falegnami si trovassero nel cortile della canzone. Al colmo della festa a mio padre venne in mente di invitare Maria. Appena arrivata, lei si introdusse nel bel mezzo dei cantanti e dall’allegria non sapeva più fermarsi. Su un ramo del grande e alto gelso vicino al pozzo, fu gettata una corda e si formò una piccola piattaforma sulla quale montavano a turno le ragazze che spinte dai ragazzi cantavano canzoni di nozze tra le quali si distingueva la voce purpurea, cristallina, lirico-drammatica di Maria. Per anni consecutivi Maria mi ha ricordato quella serata tanto semplice, eppure favolosa. La ricordava con nostalgìa e non la dimenticava mai.


III Episodio

Avevo appena finito gli studi. Il regista Hysen Hakani che pure era ritornato dalla Cechoslovacchia mi pregò di scrivere la musica del film "I suoi figli", un film artistico di corto metraggio (il primo film nel nostro paese) con quale lui doveva sostenere il diploma. A quel film partecipavano i migliori attori del nostro teatro come Naim Frashëri, Pjetër Gjoka, Loro Kovaçi, tra loro anche Maria che interpretava il ruolo principale, quello della madre. Io trovandomi in un cerchio di artisti molto simpatici, spesso prendevo parte quando si girava il film e conservavo con loro, come e dove il film aveva bisogno di musica.

Maria come cantante e enotatrice di vasta esperienza aveva un grande desiderio di sentire i leitmotiv musicali e si preoccupava molto come sarebbe stata la musica nella scena culminante quando muore il figlio, dove Maria avrebbe interpretato il momento più drammatico. Quel episodio musicale l’ho scritto quasi in collaborazione con l’attrice. Io suonavo la musica e lei interpretava la scena drammatica. Lei ripeteva e io improvvisavo lo svolgimento del tema continuando così la realizzazione dei desideri delle due parti.

Dopo aver girato il film Maria mi disse: - "Benchè non ci fosse musica, io ascoltavo lei, mi risonava nelle mie orecchie, nella mia mente, lei mi aiutava e mi incitava di essere pienamente immedesimata nel ruolo e nella situazione che si stava girando".

Anche più tardi quando Maria smise di cantare professionalmente e si dedicò completamente all’arte drammatica diventando così una grande artista della scena albanese, non abbandonò il canto. Le sue interpretazioni liriche o drammatiche erano canzoni. La sua voce in monologhi era canzone. Lei non sapeva parlare senza suono, la sua parola sembrava essere scritta con note musicali. Dunque, l’arte musicale che aveva pervaso completamente lo spirito della grande artista Maria Logoreci contribuì al fatto che l’aspetto drammatico del suo grande talento raggiungesse sempre più i vertici artistici.