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Ricordi di colleghi
Kolë Jakova, Besa Imami, Ndrek Luca, Margarita Xhepa, Tish Daija, Pirro Mani,   Drita Pelingu, Agim Zajmi, Gjon Karma,
Ilia Shyti, Tinka Kurti, Klara Kodra, Pjerin Logoreci
 
Pensiero estetico, teatrale e profesionista
Mexhit Preçi, Gjovalin Shkurtaj, Vangjush Furxhi, Loni Papa, Yllka Mujo
Sull’arte dell’interpretazione
Maria Logoreci

 

                                                                                                                                                      

                                                                                    Gjon Karma
                                                                                        attore

                                                                                                                                                                            giugno, 1988

                                                           

                                                            La piccola con il nome Tushi… grande artista





Ricordo dal tempo della mia infanzia una bambina un po più piccola di me, di circa 7-8 anni, di nome Tush. Tush era una ragazzina paffuta, bella e molto socievole con i bambini. Per quanto avesse tutte le condizionì possibili per essere una bimba viziata (i genitori non avevano altri figli e lei era tutto per loro), la piccola Tushi non mostrava nessun segno di ostinazione e nesun capriccio, era affettuosa con i suoi compagni e compagne e voleva bene a loro come fossero sorelle e fratelli.

Io abitavo nella stessa strada dove abitava lei. La porta del mio cortile era circa quattro - cinque metri distante dalla sua porta. Ogni giorno insieme con i coetanei giocavamo talvolta nel mio cortile e talvolta nel suo. Noi la incitavamo di volta in volta a cantare e lei, con i suoi occhi neri e profondi, senza alcuna timidezza infantile cantava con una voce così forte e melodiosa da far uscire tutti i vicini nelle porte e finestre per sentirla. Suo padre, Palok Çurçia, uomo onesto e patriota, era artigiano (calzolaio), mentre sua madre, Roza, era una donna casalinga molto semplice, gentile, sorridente, con tutti i vicini e la parentela.

- Tush, - la chiamava la madre e questa immediatamente volava a casa.

- Eccomi, - mamma.

La loro non era una famiglia ricca, ma vivevano bene, d’amore e d’accordo.

Più tardi "Tush" cominciò a frequentare la scuola femminile di Scutari. Là, oltre alle lezioni generali, le allieve si occupavano anche di canto, recitazione, teatro ecc. Per quanto riguarda le canzoni nessuna delle sue compagne poteva sorpassarla, ma lei si distinse anche in alcuni bozzetti teatrali. Col passar degli anni furono messi da parte i giochi dell’infanzia. Ora Tush quando usciva per andare in qualche posto o in visita era sempre accompagnata da suo zio Zef Bjanku perchè in quei tempi difficili le ragazze non potevano uscire sole per strada. Così Tush si faceva vedere più raramente. Nelle tranquille serate d’estate noi, i suoi vicini, la ascoltavamo con piacere quando intonava le canzoni popolari Scutarine.

Tush lasciò Scutari quando si sposò con Kolë Logoreci, il figlio del patriota Mati Logoreci. Benchè il padre, la madre e i vicini la chiamassero sempre con il nome di Tush, qui a Tirana ella fu conosciuta con il suo vero nome Maria Logoreci.

All’inizio ella comincio a cantare canzoni popolari a Radio Tirana dove fu accolta molto bene dal pubblico e ebbe grande successo. Là, ella fece conoscenza con alcuni artisti famosi come Kristaq Antoniu (cantante e artista cinematografico conosciuto in Europa) il quale vedendo l’espressione dei suoi occhi profondi e il suo comportamento disinvolto la consigliò di farsi attrice di teatro. Maria non aveva mai pensato a una tale eventualità. Alla fine, vedendo i progressi realizzati dal teatro e le sue compagne si convinse... venne, fece una prova al teatro e fu accettata immediatamente. Era l’anno 1947.

Appena accolta nel teatro a Maria fu dato un ruolo principale in un dramma straniero dove come partner figurava il giovane attore Naim Frashëri. Questa dramma me lo ricordo bene perchè anch’io interpretavo in esso insieme con Liza Vorfi. Così venne alla luce il primo ruolo di Maria, Xhesi. Questo ruolo realizzato splendidamente fu accolto molto bene dagli spettatori e dai colleghi di lei. Poi Maria si fece un nome al Teatro e le sue parti seguirono l’un l’altra. Dopo il primo ruolo che abbiamo menzionato più in sopra, interpretò come doppiatrice del ruolo di Elmira nella commedia "Tartufo" di Molière. Nel dramma "Le profonde radici" nel ruolo di Alisa Lengton era incomparabile.

L’artista Maria Logoreci interpretò molti ruoli dignitosi in drammi e commedie come p.e. in "Intrigo e amore" di Schiller nel ruolo di Lady Milford, nelle "Ore di Kremlino" in ruolo di Zabelina, nell’ "Amleto" il ruolo della regina Gertrude, negli "Nemici" di Gorki, in "Zio Vania" di Cekhov, ma si distinse particolarmente nel dramma "La casa di Bernarda Alba" di Lorca dove con alla sua predominante severità fece rabbrividire i partner sulla scena e gli spettatori nella sala. Interpretava con grande potenza e ti affascinava con i suoi occhi e la sua voce.

Ma il più grande successo che le diede fama e la fece Artista del Popolo lo raggiunse nei nostri drammi nazionali dove interpretò le parti con un grande sentimento scaturito dalla sua grande anima.